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Time Management

 

Il “time management” ovvero la “gestione del tempo”, un’abilità che è di fondamentale importanza per il raggiungimento del nostro successo.

Una scarsa capacità di gestione del tempo genera stress, una sensazione di sopraffazione e, soprattutto, nel lungo periodo ci porta a procrastinare la realizzazione di tutte quelle cose che dovremmo fare per avere successo.

Quando un progetto sembra troppo grande o complicato, è molto facile trovare dei buoni motivi per rimandare la sua realizzazione: ogni volta che pensiamo a quel progetto, sembra sempre non essere il momento giusto, oppure siamo noi a non sentirci in vena di occuparcene in quel momento.

Procrastinare diventa un'abitudine, cui si aggiunge lo stress causato dal senso di colpa che ci mordicchia la coscienza ogni volta che continuiamo a rimandare il lavoro da fare.

Fortunatamente per noi, se riusciamo ad accorgerci di questo e ad essere consapevoli dei nostri comportamenti, diventa molto più facile evitare i 4 errori più comuni che ci portano a procrastinare:

 

1) Assenza di concentrazione

Sappiamo che il progetto deve essere realizzato, ma abbiamo difficoltà a focalizzarci su di esso per un periodo di tempo sufficiente.

Quando accade questo, è utile suddividere il nostro progetto in obiettivi più piccoli, e completare un unico compito alla volta. Quando si sarà completato il primo di questi compiti, sarà più facile passare al secondo, e poi al terzo, e il quarto, e così via. Completare un singolo obiettivo è fonte di appagamento, aiuta la nostra motivazione e ci fa stare bene.

Quando impostiamo i nostri obiettivi, assicuriamoci che siano chiari, specifici, misurabili e limitati nel tempo. Un obiettivo senza una scadenza non è un obiettivo: è una discussione, un’intenzione, e niente di più.

 

2) Gestione eccessiva

Ogni volta che avviamo un nuovo progetto, ci ritroviamo a dover imparare nuove competenze e conoscenze, e questo può essere un fattore eccitante, ma anche frustrante: man mano che il nostro apprendimento progredisce e si fa più complesso, la quantità di lavoro aumenta e ci travolge.

Prendiamoci allora il tempo per rallentare e, se necessario, rimandiamo alcuni aspetti del nostro progetto ad una data da destinarsi. Anche in questo caso, è spesso d’aiuto semplificare, spezzettare il progetto in blocchi di dimensioni minori e occuparsi di una cosa alla volta.

Scegliamo quegli aspetti del nostro progetto che riteniamo prioritari, e concentriamoci inizialmente solo su di essi.

 

3) Mancanza di chiarezza

Che si tratti dell’andamento generale della nostra azienda o di una singolo compito da portare a termine, la mancanza di chiarezza può letteralmente uccidere la produttività.

Quando si parla di successo, la parola chiarezza è forse la più importante di tutte: le persone di successo hanno molto, molto chiaro chi sono e che cosa vogliono, in ogni ambito della loro vita, e stilano spesso dei veri e propri piani di azione che seguono passo passo, un giorno dopo l’altro.

 

4) Indecisione su come ottimizzare il lavoro

Questo è un punto cruciale. Stiamo lavorando ad un nuovo progetto, ma allo stesso tempo abbiamo anche i nostri compiti quotidiani da portare avanti. Siamo responsabili di una serie di compiti, ma non sappiamo quali dovrebbero essere completati per primi.

La cosa migliore da fare in questi casi è eseguire un semplice esercizio che io chiamo la “Lista ABCDE”. Facciamo una lista di tutte le attività necessarie, poi etichettiamo ogni operazione con una A, una B, una C, una D o una E:

"A" sono i compiti che dobbiamo assolutamente fare e il cui inadempimento porterebbe gravi conseguenze.

"B" sono i compiti che dobbiamo fare e il cui inadempimento porta a conseguenze minori. La regola è: mai lavorare su un compito B quando c'è un compito A lasciato incompiuto.

"C" sono i compiti sarebbe bello fare, ma che non hanno conseguenze né positive né negative.

"D" sono i compiti che possiamo delegare a qualcun altro.

"E" sono i compiti che possiamo, e dobbiamo, eliminare. Dopotutto, possiamo tenere davvero il nostro tempo sotto controllo solo se eliminiamo tutte le attività che non sono necessarie.

 

Dobbiamo avere chiaro dove vogliamo arrivare - se il nostro obiettivo non è estremamente chiaro, allora non ha senso imparare ad ottimizzare il nostro tempo, perché servirà solo a farci muovere più velocemente verso una destinazione che però, in realtà, non ci interessa davvero.

Una volta che avremo individuato i nostri obiettivi, i nostri valori, la visione e la missione della nostra vita e del nostro lavoro, e saremo stati chiari riguardo a cosa vogliamo realizzare e il modo migliore per raggiungerlo, allora, e solo allora, potremo iniziare a gestire il nostro tempo nel modo migliore per noi.

 

Tratto da www.risorsedellamente.it

 

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Il Sistema

 

Il Sistema, l’elemento più importante del business.

 

Cosa accomuna qualunque azienda.

L’ amministrazione è un reparto quasi obbligatorio.

Le vendite, online oppure no, qualcuno le deve fare.

Le vendite non funzionano senza marketing.

Il marketing deve mantenere le proprie promesse, con il delivery del prodotto.

Il business è come un’automobile: la carrozzeria può variare, ma gli ingranaggi funzionano tutti con una sequenza ben precisa. Altrimenti, puoi avere l’automobile più potente del mondo, ma se la candela non funziona...rimani a piedi.

Quindi l’elemento più importante del business è il sistema, non sempre il prodotto.

Il lavoro dell’imprenditore sarà quello di concentrarsi su Mission e Leadership, monitorare l'andamento dei processi aziendali (KPI) che guidano le diverse aree dell’azienda e di delegare tutto il resto.

1) Il denaro

Cash is king. Se vuoi scalare velocemente il tuo business, devi ricordarti che la crescita prosciuga la cassa. Tieni sotto controllo il denaro sia come cassa, che come costi, che come fatturato.

2) Marketing

L’obiettivo del marketing è di capire chi è il tuo cliente target, come comunica e come reagisce. Il Marketing si occupa di creare il brand e la percezione della tua azienda. Senza queste attività il tuo cliente potenziale potrebbe essere persino all’oscuro della tua esistenza. Difficile desiderare un prodotto che non conosci. Il marketing struttura le campagne che servono alla lead generation.

3) La lead Generation

Lead generation è un sistema che ti porta prospect, ovvero potenziali clienti. La lead generation è il carburante del motore del tuo business, per qualunque business (B2B e B2C). Senza marketing non hai nomi, senza nomi non hai vendite. Il grande vantaggio della lead generation è di essere misurabile, soprattutto se online.

4) Le vendite

Le vendite ti permettono di rimettere “fieno in cascina”. Con la vendita trasformi il potenziale cliente in fatturato e validi il processo di business.

5) Delivery

La naturale conclusione del processo di vendita è la consegna del prodotto o del servizio.

Con questo si ritorna alla tappa “denaro”, permetterà al marketing di strutturare nuove campagne, che permetteranno di fare lead generation per trovare nuovi nomi, che le vendite convertiranno in clienti e a cui consegneranno il prodotto/ servizio. E si ricomincia...

 

Se fino ad oggi hai pensato che il tuo business fosse diverso, prova a pensare che invece è identico a tutti gli altri.

Quindi, prova a guardati intorno e a cercare modelli che funzionano. Vai a chiedere cosa hanno modificato, quali errori hanno corretto. Se ce l’hanno fatta loro, puoi farcela anche tu.

Tratto da un libro di Alfio Bardolla, che stimo come imprenditore.

 

Alfredo Mauro Bo

 

Imprenditore di Successo

 

Vuoi essere un imprenditore di successo? Bene, allora la prima cosa che devi fare è stabilire credibilità e creare fiducia. Senza queste due risorse chiave, nessun cliente avrà mai la volontà di acquistare i tuoi prodotti o i tuoi servizi.

 

Soprattutto in un mercato difficile e competitivo come quello di oggi, tu devi assolutamente riuscire a differenziarti da tutti gli altri - non solo in termini di prodotto o servizio, ma anche e soprattutto in termini di credibilità. Con la disponibilità di siti e di applicazioni in cui i clienti possono lasciare le loro recensioni (mi vengono in mente Yelp, i commenti su Amazon o eBay, le condivisioni e i commenti su Facebook, Twitter ed Instagram… ma potremmo continuare all’infinito), le persone e le imprese che non stabiliscono una forte credibilità e non si impegnano costantemente per mantenerla, non si ritroveranno certo una fila di persone davanti alla porta che implora di acquistare da loro.

 

Tutto quello che fai o non fai, tutto quello che dici o non dici, conta. Quando dici a qualcuno che domani lo chiamerai alle 15:00, devi farlo, cascasse il mondo. E se non lo fai, hai già perso credibilità. Prova a fare qualcosa di vagamente simile con i clienti... e condannerai a morte certa la tua impresa. Ma come si costruisce una credibilità solida - veramente solida?

 

Per quanto contro intuitivo possa sembrare, la credibilità in realtà non inizia con il parere che gli altri hanno di te. Inizia dentro di te.

 

Sono due le domande più importanti che un imprenditore deve fare a se stesso subito dopo una presentazione di un prodotto o servizio, dopo una telefonata di lavoro o dopo una potenziale vendita:

 

1. In primo luogo devi chiederti: «Che cosa ho fatto bene?». Fa una rapida analisi e pensa a tutto quello che hai fatto davvero bene. “Sono arrivato puntuale. Mi sono vestito correttamente. Ho guardato la persona negli occhi. Ho creato una connessione con lui o con lei. Ho sorriso. Ero rilassato. Ho fatto delle domande”, e così via. Riproduci nella tua mente tutto quello che è successo, riguardalo come fosse la bobina di un film. Nota, una dopo l’altra, tutte le cose positive che hai fatto.

 

2. La seconda domanda da farti è: «Che cosa farei diversamente? Se tutto dovesse ripetersi, c’è qualcosa che cambierei?».

 

A cosa servono queste due domande? A farti crescere. Quando visualizzi e memorizzi ciò che hai fatto bene, imprimi quei dettagli nella tua mente subconscia cosicché, la prossima volta che ti ritroverai a tu per tu con un cliente, sarai automaticamente preparato, proprio come un atleta che si sia allenato a vincere una gara. Sarai pronto a rifare tutte le cose che hai fatto bene, e a migliorare quelle che avresti fatto diversamente.

 

Mai - mai - chiedersi: “Cosa ho fatto male? Quali errori ho commesso? Come ho fatto a rovinare tutto?”. Quando ci concentriamo sugli errori che facciamo piuttosto che sui nostri punti di forza, di fatto programmiamo la nostra mente a ripetere gli stessi errori la volta successiva, e quella dopo ancora, e ancora, e ancora, e ancora. Più invece ci focalizziamo sui nostri successi, più costruiamo fiducia, mattone dopo mattone, e ci abituiamo a portarla con noi ogni volta che entriamo in una stanza. La fiducia è un elemento fondamentale per qualunque imprenditore (come per qualunque lavoratore).

 

La gente ama comprare da persone fiduciose e rilassate, perché è la fiducia che stabilisce la credibilità. Sei hai fiducia, se credi in te stesso e sei soddisfatto del tuo prodotto o servizio, quella sensazione - quell’emozione - diventa contagiosa. La gente lo sente: sente la fiducia che TU hai in quello che fai o che vendi.

 

Chiunque è in grado di parlare e ripetere a memoria le funzionalità di un prodotto o i benefici di un servizio, ma ci vuole un venditore credibile per fare le giuste osservazioni e domande, per comprendere chi sia davvero cliente (da dove viene, che cosa vuole) e come poterlo aiutare. Per avere successo in qualunque business, tutto quello che devi fare è amare i tuoi clienti. Ma devi amarli davvero. E l’unico modo per amare i tuoi clienti è capirli veramente.

 

È questo che fa la differenza tra un imprenditore qualunque e un imprenditore credibile e, soprattutto, di successo. Perché stabilire credibilità e creare fiducia è tutto. Nient’altro conta davvero.

 

Alfredo Mauro Bo

 

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